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Marco Zanolla

Mi ero ripromesso di non sparare sull'Ambulanza ma non si può. Ok cannare la regione di una città può capitare, ora però, prima di aprire bocca di nuovo torni sui libri no? E invece no, #DiMaio è capace di sostenere un'intera discussione su un Paese, l'Italia, che non conosce. twitter.com/museo_marta/st…

Circa 2 settimane fa dal Twitter di Marco Zanolla

24 novembre 2014

Per un pugno di sale

Un piccolo uomo, consunto dalla vita, si alza un giorno e decide di fare il sale. Una cosa così piccola e di un valore tanto esiguo che non aveva senso fare duecento miglia a piedi per arrivare fino alla fine del mondo solo per produrre una manciata di polvere bianca.
Venti quattro giorni a piedi gli ci sarebbero voluti, non uno di meno, non uno di più e tutto per qualche granello di una cosa tanto insignificante. La sera prima di partire raduna gli amici e i suoi sostenitori e li avverte della sua partenza, chi avrebbe voluto accompagnarlo non avrebbe mai, e dico mai, dovuto colpire chi glielo avrebbe impedito. Avrebbero rischiato di essere pestati, forse anche uccisi, visto che gli sfollagente erano in legno. Ne sarebbe valsa la pena? Credo che quell’uomo avesse ben presente le dimensioni dell’Impero Britannico e un pugno di sale non avrebbe certo mandato in malora le sue casse. Eppure così cominciò una marcia estenuante. All’inizio erano una cinquantina di persone, man mano però che attraversavano l’India, sempre più gente si aggiungevano a questa camminata silenziosa. Ben presto, nelle vicinanze delle saline di Dandi, i suoi sostenitori erano migliaia, i poliziotti inglesi si presero la briga di pestare i convenuti. Ma questi si guardarono l’un l’altro, videro che il loro leader non faceva nulla e continuarono il sentiero. Quanti cadevano venivano sostituiti silenziosamente da quelli delle file precedenti, quanto sangue sarebbe stato necessario per una manciata di bianca polvere?
Così la Grande Anima arrivò al mare, produsse un po’ di sale e lo strinse in pugno, tuttavia quel giorno non cambiò nulla per l’economia della Regina Madre, ma cambiò tutto per gli stessi indiani e per il mondo. Un uomo aveva sfidato la più grande potenza mondiale con un pugno di sale, e tutto per non pagare una tassa per una cosa che era già del popolo indiano.

lamarcia

La storia umana è costellata di momenti come questi, c’è chi si è seduto su un autobus anche se non avrebbe dovuto, c’è chi ha fatto cadere in mare una partita di Tè per avere una rappresentanza, oppure che ha spezzato un pezzo di pane. Un’azione, per quanto piccola è un simbolo. E’ l’idea che ci sta dietro che la rende piccola o immensa. Possiamo dire che è un agire politico rendere una cosa apparentemente insignificante il centro pulsante di un’ideologia. Diventa l’incarnazione stessa di un pensiero, pur non avendo una reale funzionalità. So che molti diranno “Ma le cose bisogna farle, non serve a nulla un’azione politica” vero, ma sono dei passi. Dei passi che mettono dei puntelli che nessuno può far finta di non vedere, sono lì. Rappresentati certamente solo da idee, ma che possono diventare forti e radicate quanto le fondamenta di un castello. Personalmente vivo di pragmatismo ma senza dei principi non si va da nessuna parte. Nascondersi dietro un dito dicendo che una cosa non va fatta solo perché non è “utile” perché non ha un immediato risvolto pratico è un po’ far finta che questi fatti storici non solo non siano mai accaduti ma che non avessero valore.