Marco Zanolla

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Circa un mese fa dal Twitter di Marco Zanolla

31 maggio 2014

Il futuro non è un dono ma un risultato …

Non amo particolarmente gli americani, spesso li hanno definiti cinici e liberisti, forse anche un po’ troppo pieni di se, ma chi non lo è oggi in un mondo sempre più individualista?
Il sogno americano, tuttavia, mi ha sempre affascinato, un dei messia del novecento yankee ha detto: “Il futuro non è un dono, ma un risultato”.
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24 novembre 2013

Venerdì venite in Enoteca a far due chiaccere davanti un buon bicchiere?

World-CHE?
Sgranano gli occhi, ti guardano e gli si dipinge un punto di domanda lampeggiante in fronte. Worldcafè, non sto dicendo parolacce, esiste e non mangia bambini (almeno non ancora)

Se vi dicessi “Beviamo un bicchiere assieme e parliamo di Gradisca” è meglio?

E’ meglio.

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13 settembre 2013

Trattenuti in uno spazio bianco

Martedì sono entrato con la Commissione Manconi per i Diritti Umani nel Centro d’identificazione ed espulsione di Gradisca d’Isonzo. Non è la prima volta che provo ad entrare lì dentro, la mia richiesta è già arrivata precedentemente ma non è stata mai accolta (come quella, tra l’altro, del nostro assessore competente, Linda Tomasinsig, che ormai da cinque anni l’era impedito l’accesso alla struttura).
Non voglio annoiare nessuno con la storia che tutti gli immigrati sono poveri cristi e stinchi di santi, non è questo il motivo per cui scrivo e soprattutto non ci credo. Vi potrei dire che quasi il 70% di loro, sono persone che hanno precedenti, ma potrei sbagliarmi (visto che i numeri sono stati somministrati senza alcun documento). Comunque il punto non è assolutamente questo.
Il punto è di guardare le cose da essere umani.
Esseri che pensano e che sono abituati a vivere in uno spazio aperto.
Vi chiedo, ora, di immaginare voi esseri umani rinchiusi in un posto ridotto con persone che non conoscete.
Non per giorni, ma per settimane, anzi, mesi, in alcuni casi, addirittura diciotto lunghissimi mesi.
Se poi avete già pagato alla giustizia la vostra pena, l’unica cosa che vorreste, una volta usciti di prigione, è tornare a casa o quanto meno vedere un volto amico.
Invece vi portano in delle gabbie. Sopra la vostra testa si stende una rete metallica e le stanza, dove stanno altri cinque come voi o di un’etnia con cui eravate in guerra fino alla vostra partenza per l’Italia, è di una dimensione tale che normalmente non fareste rimanere nemmeno il vostro animale domestico.
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bello