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Marco Zanolla

Comunque le #PrimariePD per il Segretario la domenica di Carnevale chiudono il cerchio. Io, per sicurezza, avrei scelto il 1 Aprile... #AAAcavaliereMascheratoCercasi @welikeduel #propagandalive

Circa 3 settimane fa dal Twitter di Marco Zanolla

13 Settembre 2013

Trattenuti in uno spazio bianco

Martedì sono entrato con la Commissione Manconi per i Diritti Umani nel Centro d’identificazione ed espulsione di Gradisca d’Isonzo. Non è la prima volta che provo ad entrare lì dentro, la mia richiesta è già arrivata precedentemente ma non è stata mai accolta (come quella, tra l’altro, del nostro assessore competente, Linda Tomasinsig, che ormai da cinque anni l’era impedito l’accesso alla struttura).
Non voglio annoiare nessuno con la storia che tutti gli immigrati sono poveri cristi e stinchi di santi, non è questo il motivo per cui scrivo e soprattutto non ci credo. Vi potrei dire che quasi il 70% di loro, sono persone che hanno precedenti, ma potrei sbagliarmi (visto che i numeri sono stati somministrati senza alcun documento). Comunque il punto non è assolutamente questo.
Il punto è di guardare le cose da essere umani.
Esseri che pensano e che sono abituati a vivere in uno spazio aperto.
Vi chiedo, ora, di immaginare voi esseri umani rinchiusi in un posto ridotto con persone che non conoscete.
Non per giorni, ma per settimane, anzi, mesi, in alcuni casi, addirittura diciotto lunghissimi mesi.
Se poi avete già pagato alla giustizia la vostra pena, l’unica cosa che vorreste, una volta usciti di prigione, è tornare a casa o quanto meno vedere un volto amico.
Invece vi portano in delle gabbie. Sopra la vostra testa si stende una rete metallica e le stanza, dove stanno altri cinque come voi o di un’etnia con cui eravate in guerra fino alla vostra partenza per l’Italia, è di una dimensione tale che normalmente non fareste rimanere nemmeno il vostro animale domestico.

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Bene, non finisce qui.
In questo riquadro, che per lungo tempo sarà il vostro mondo, dovete ricordare che ci sono i servizi igienici che non hanno nulla da invidiare al peggior bagno della Scozia.
Mangiate dove dormite, sporcate con il vostro cibo la vostra stanza, l’igiene è scarsa, dovete farvi bastare un dentifricio per tre mesi.
La prima settimana la passate nel disagio più completo, se poi siete un Sikh e siete abituati a portare i vostri abiti e al vostro turbante vi sentite quasi stuprati.
A quel punto capite che siete soli e tentate di far valere i vostri diritti.
Ma avete dei diritti? Un regolamento non ve lo danno. Dicono che siete “trattenuti”.
Da chi è facile capirlo, sono tutti in divisa, che siano in blu, della polizia o in mimetica, dell’esercito.
Vi trattengono perché vi devono identificare, dicono.
Sì, ma se vi hanno arrestato, perché non l’hanno fatto prima?
Non solo, ma considerate normale che oltre la pena che vi siete fatti vi ributtano in una gabbia per altri 18 mesi?
Bella domanda, fatto sta che una volta interrogati, magari anche con un avvocato, e verificato da dove venite, chiamano il vostro consolato.
Se avete fortuna vi riconoscono oppure un vi mandano il vostro passaporto per tornare a casa, ma se non avete fortuna le cose si complicano.
Ora si spiega come il 70% di costoro chiedano di tornare a casa.
Ora si spiega come il 90% di loro chiedano di essere sedati con psicofarmaci.
Provate voi a stare in un piccolo spazio vitale, con della gente che non vorreste mai incontrare nelle peggiori periferie urbane. Se poi fate parte di quel 30%  che non ha fatto nulla, a parte essere reo di immigrazione clandestina, non vorreste anche voi una droga per far sembrare tutto un brutto sogno?
Un incubo, più che un sogno. Un incubo nel quale non potete nemmeno gridare per far valere i vostri diritti di essere umano. Tanto nessuno vi sente. Non siete detenuti, perché non avete fatto nulla (almeno questa volta). Siete solo “trattenuti” in quello spazio bianco, tra la pena detentiva e la libertà, fino a quando qualcuno non vi si dirà che ve ne potrete andare.
Tutto questo per non dire semplicemente che questo posto fa schifo, mi sembra ovvio che sia così, ma per dire che siamo umani e che loro sono esattamente come noi, non animali da tenere in delle gabbie. Tuttavia mi chiedo quale animale farebbe una cosa del genere a un suo simile e in questo caso mi domando se valga la pena dire “Rimaniamo Umani”.